di Nicola Maranesi

Ci sono le lettere di Adolfo Farsari, garibaldino che nel 1863 combatte da volontario la Guerra di secessione americana nell’esercito unionista. C’è il diario di un anonimo italiano che nell’agosto 1914 cerca di scappare dalla Bruxelles appena occupata dai tedeschi allo scoppio della Prima guerra mondiale. C’è quello di Leonia Ferrari, che sopravvive al bombardamento a tappeto su Würzburg il 16 marzo 1945 nel corso della Seconda guerra mondiale. In tempi più recenti Catello Cesarano racconta la rivolta degli studenti cinesi e i fatti di piazza Tienanmen, del 1989; Rosario Simone l’Iraq del 1990, quando inizia l’invasione del Kuwait; Mario Speranza l’insurrezione nello Yemen del 1994 e Gaddo Flego, medico negli ospedali da campo, il genocidio del Ruanda…

Sono i diari, le lettere e le memorie che racchiudono storie di italiani “qualunque”, vissuti all’estero tra l’inizio dell’Ottocento e i giorni nostri, raccolte a partire dal 1984 dall’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e offerte ai lettori di tutto il mondo attraverso questo sito.

Il progetto Italiani all’estero, i diari raccontano è questo: una selezione delle parti più significative delle testimonianze raccolte nel fondo catalogato con il soggetto “emigrazione” presso l’Archivio dei diari (consulta l’elenco degli abstract). Al momento della messa online del sito, giugno 2019, un totale di 200 storie di vita scelte tra più di mille, dalle quali sono state estrapolate, in media, cinque pagine scelte tra le decine, a volte centinaia totali. Ogni pagina è stata digitalizzata dal documento originale, diario o memoria o lettera che fosse, trascritta, titolata, introdotta, collocata nel tempo, geolocalizzata, indicizzata con delle parole chiave rispondenti ai temi aderenti al vissuto degli italiani all’estero dall’Ottocento a oggi. In questo modo ogni pagina si è trasformata in un racconto, per un totale di 1.000 racconti pubblicati al momento della messa online del sito.

I criteri seguiti per la scelta delle testimonianze da pubblicare, come negli esempi già citati, hanno a che fare con l’interesse storico delle singole traiettorie umane raccontate nei documenti. Ma non solo: oltre all’interesse di presentare punti di vista diversi sui grandi avvenimenti storici, questo progetto si è posto l’obiettivo di raccontare il vissuto comune a tutte le esperienze migratorie, che costituiscono il nucleo principale della selezione documentale insieme ai racconti di viaggio o di lavoro temporaneo all’estero. Così ad esempio la piccola Francesca Pennacchi ci racconta cosa significhi “partire”, Carola Zanchi ci fa vivere l’esperienza orribile della morte in mare, Antonio De Piero la gratitudine nei confronti del popolo americano che lo ha accolto. E ancora, si sorride e si solidarizza con Armando Zanchi che sbatte contro il muro linguistico di un paese straniero, e poi…

La somma delle storie raccontate in questo sito, e delle altre che questa piattaforma aperta e implementabile si augura di raccontare, non ha alcuna pretesa di rappresentare la globalità delle esperienze di vita degli italiani all’estero dall’Ottocento a oggi. Il dono che viene fatto a chi visita queste pagine è quello della suggestione e della scoperta. I materiali divulgati possono essere fruiti per studio o per puro piacere. Oppure utilizzati a scopo didattico, per completare l’insegnamento di discipline storiche o sociali, o per stimolare la nascita di prodotti culturali o creazioni artistiche come già avvenuto negli ultimi anni grazie a esperienze analoghe maturate a partire dal patrimonio dell’Archivio dei diari. Chi nutre interesse scientifico per le fonti autobiografiche, potrà trovare navigando spunti di interesse, da approfondire sui testi originali recandosi presso la sede dell’Archivio, a Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo. Un eccellente saggio nato da una recente perlustrazione del medesimo fondo è stato pubblicato nel 2018 dal prof. Amoreno Martellini per Il Mulino, con il titolo Abasso di un firmamento sconosciuto.

Il progetto “Italiani all’estero, i diari raccontano”, realizzato con il contributo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, vive grazie all’intuizione di Saverio Tutino – giornalista giramondo che probabilmente lo avrebbe molto apprezzato – fondatore, nel 1984, dell’Archivio dei diari. Ma non potrebbe esistere se non fosse per il lavoro e la passione delle decine di persone che, a tutti i livelli, hanno portato avanti la missione dell’Archivio raccogliendo, catalogando, conservando l’una dopo l’altra, anno dopo anno, le testimonianze che arricchiscono questa piattaforma.

Il progetto “Italiani all’estero, i diari raccontano” è ispirato alla piattaforma prototipale “La Grande guerra, i diari raccontano” nata nel 2013 da una collaborazione con il Gruppo Editoriale l’Espresso (oggi Gedi Gruppo editoriale) e ideata da Pier Vittorio Buffa, che ha svolto un’accurata consulenza editoriale per questa edizione. Il progetto si avvale della ricerca di archivio e della redazione testi di Laura Ferro. La ricerca iconografica e l’organizzazione delle fonti documentali sono di Antonella Brandizzi. Le fotografie dei documenti originali pubblicate all’interno del sito sono di Luigi Burroni.